Asseria

Asseria Tre chilometri di acquedotto sono caduti nell'oblio, mentre le imponenti mura cittadine, spesse tre metri, sembrano essersi fuse alla pietraia, dalla quale ora lentamente fuoriescono.

In un punto dove i campi mansueti diventano terreni rocciosi della Bukovica, su un’altura strategica che sovrasta vie importanti, si trova Asseria. A pochi chilometri da Benkovac, dove 2000 anni fa dalla romana Jadera (Zara) si viaggiava nella metropoli allora chiamata Salona, c’è un’antica roccaforte e la città dei Liburni, ampliata dall’intraprendenza romana. L’imponente Porta Traiana, il foro, le strade e i bastioni sono stati velati dall’oblio, dallo scorrere del tempo e dalla roccia, per rivivere ultimamente. Il foro è stato coperto da una chiesa paleocristiana e dal cimitero. Tre chilometri di acquedotto sono caduti nell’oblio, mentre le imponenti mura cittadine, spesse tre metri, sembrano essersi fuse alla pietraia, dalla quale ora lentamente fuoriescono. Perché i cittadini di questa potente città se ne sono andati? Che cosa lega gli abitanti dei paesi circostanti a loro? Grazie all’abilità di usare la pietra, perché proprio qui è stato scolpito il maggior numero di pietre tombali liburniche e cippi, e imponenti mura cittadine, la gente del luogo viveva nella pietra e della pietra; oggi essi sono degli abili scultori, dotati di un talento quasi naturale.